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La storia

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Nel 1728 alle falde del Monte Serrone presso Montalto, dalla traduzione di un testo si apprende che nel 166 A.C. un certo Lucio Attilio Serrano “aveva posto justa via allo zio defunto”. Egli era un magistrato che governava un Municipio Romano. Si deduce che a Montalto doveva esistere già a quel tempo un Municipio Romano e che la via citata prima corrisponde a quella che da San Nicola sale a Montalto per Sant’Angelo e Conicella.

Montalto venne ipoteticamente localizzato da vari studiosi, nella località Pantoni,dove vi furono ritrovamenti di oggetti archeologici. Pantoni però in zona pantanosa soggetta ad inondazioni per gli straripamenti del Crati non poteva ospitare una antica città,ma invece lo poteva la zona sovrastante ad essa Trisoria, nome tradizionale derivante dai molti ritrovamenti archeologici.


Trisoria e Pantuni potevano essere state aree di sosta e di passaggio per i mercanti e i viaggiatori, provenienti forse dalla vicina Lucania, a dimostrare di questa tesi è il ritrovamento dell’antefisse di Ercole che combatte con il leone Nemèo, molto rassomigliante alla coeva moneta con la stessa scena,l’unica colonia di Taranto,di origine spartana,presente nella Magna Grecia.

Se alcuni pensavano che Aufugum potesse essere situata in località Trisoria,altri sostennero che invece doveva sorgere prospiciente a Montalto, dove anche qui si verificarono, nelle zone circostanti i ritrovamenti di due iscrizioni di epoca romana: si tratta di tavole emotive dedicate agli dei.

 

 

 

 

 

 

Sopra: un frammento di un’antefissa fissile della prima metà del V sec. a.C. , rinvenuta in località Trisoria, presso Montalto Uffugo,che ora si trova nel  Museo Nazionale di Reggio Calabria. Accanto: un’urna cineraria,dove riposano le spoglie di Lucio Aurelio Stefano; in finissimo marmo, è di epoca romana. Fu trovata nella zona di Ullano di  Montalto ed ora conservata nella  Chiesa di San Benedetto Abate di San Benedetto Ullano.

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Le origini di Montalto Uffugo sono incerte. Anticamente era chiamata "Aufugum", probabilmente per una simultaneità di azioni che la configurazione orografica del territorio sembrava garantire: vedere, osservare, organizzarsi per difesa e, se necessario, fuggire.

Tracce dell’esistenza dell’antica Aufugum in epoca romana si trovano nelle "Storie" di Tito Livio. Fu proprio in quell’epoca che Aufugum fu "colonizzata" ed elevata al "rango di Municipio". La successiva caduta dell’Impero Romano e le invasioni dei Visigoti di Alarico nel 410 d.c. segnarono il suo declino.
Nel IX secolo le persistenti e crudeli scorrerie dei Saraceni in Calabria, favorite della dominazione bizantina, portarono alla totale distruzione di Aufugum.

Contrariamente a quanto si crede, fu ricostruita nello stesso luogo e, questa volta, fu chiamata "Mons Altis". La posizione strategica di Montalto - che aveva indotto i Romani a stanziarvi un "presidio" militare - fu apprezzata anche dai Normanni, che vi costruirono un castello con varie torri di guardi e vie di accesso. La politica di contenimento dello strapotere dei baroni e delle gerarchie ecclesiastiche attuata dai Normanni, portò a Montalto Ebrei e Valdesi. Nello stesso periodo la comunità cristiana costruì il Duomo dell’Assunta. Al di là della leggenda, la scelta del "Monte Serrone" - su cui fu deciso di costruire il Duomo - l’imponenza della costruzione ed il suo orientamento planimetrico costituivano una forte opposizione, sia pure soltanto visiva, al potere e alla politica dei Normanni. Nel XV secolo Montalto penne sede di "Contado" e, nel XVI, sede di "Ducato". Alla sua guida si avvicendarono perse famiglie nobiliari: i Ruffo, i D’Allegro, i Ferrante di Cordova, i D’Aragona, o Borgia Alvares di Toledo. In particolare con gli Aragonesi Montalto penne un importante centro religioso e quasi tutti gli Ordini Monastici vi costruirono una loro imponente dimora, in particolare i Carmelitani, che con il filosofo-astronomo Paolo Antonio Foscarini, fondarono l’Accademia Montaltina degli Inculti.

Nel 1561, per effetto della Controriforma e delle mutate condizioni politiche, si consumò a Montalto l’eccidio di ottantasei Valdesi, mentre, il resto della comunità fu costretta all’abiura. Dopo l’unità d’Italia al nome di "Montalto" fu aggiunto "Uffugo", di antica memoria. Il Centro Storico di Montalto è ricco di antichi edifici di stile spagnoleggiante, con portali risalenti a periodi storici persi.

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STRUTTURA URBANA SEC. XV
L’impianto urbano si presenta in una forma organica e aggregata con la saturazione degli spazi liberi presenti all’interno delle mura. Al di fuori della cinta muraria si insediarono due comunità etico religiose: gli ebrei e i valdesi,nei rispettivi quartieri Cafarò e Borgoltramontano.Gli ebrei organizzarono il loro quartiere in uno spazio chiuso su due lati, idoneo ad espletare la funzione commerciale cui essi erano debiti. Il Borgoltramontano venne realizzato dai valdesi ai lati di un asse viario in modo da porsi in stretta relazione con i campi, debiti come erano all’agricoltura e all’allevamento. Nel 1550 colmando un’ avvallamento si ottiene una nuova aria, destinata al commercio, detta Piazza Mercato (oggi Piazza Enrico Bianco), essa assunse subito il ruolo di interscambio fra il centro e il resto del territorio. Con la costruzione della Chiesa e del Monastero dei frati di San Francesco (1516), la ricostruzione della Chiesa della Assunta sul colle della Serra (XVII sec.) e il Palazzo dei Nardi (XVII sec.) elementi questi che assumono un carattere di prevalenza,il tessuto urbano si estese fuori le mura forma,ormai elemento di ostacolo, sistemandosi
intorno i tre edifici maggiori così come rimane ancora oggi.

STRUTTURA URBANA SEC. XVI
L’impianto urbano si presenta in una forma organica e aggregata con la saturazione degli spazi liberi presenti all’interno delle mura. Al di fuori della cinta muraria si insediarono due comunità etico religiose: gli ebrei e i valdesi,nei rispettivi quartieri Cafarò e Borgoltramontano.Gli ebrei organizzarono il loro quartiere in uno spazio chiuso su due lati, idoneo ad espletare la funzione commerciale cui essi erano debiti. Il Borgoltramontano venne realizzato dai valdesi ai lati di un asse viario in modo da porsi in stretta relazione con i campi, debiti come erano all’agricoltura e all’allevamento. Nel 1550 colmando un’ avvallamento si ottiene una nuova aria, destinata al commercio, detta Piazza Mercato (oggi Piazza Enrico Bianco), essa assunse subito il ruolo di interscambio fra il centro e il resto del territorio. Con la costruzione della Chiesa e del Monastero dei frati di San Francesco (1516), la ricostruzione della Chiesa della Assunta sul colle della Serra (XVII sec.) e il Palazzo dei Nardi (XVII sec.) elementi questi che assumono un carattere di prevalenza,il tessuto urbano si estese fuori le mura forma,ormai elemento di ostacolo, sistemandosi
intorno i tre edifici maggiori così come rimane ancora oggi.

STRUTTURA URBANA SEC. XVII -XX
Ai modesti edifici del tipo schiera, si aggiunge un tipo nuovo, il “palazzo”, organismo dell’architettura più elaborata, caratterizzato dal portale in pietra scolpita. Palazzo della Canenea (XVII), il già citato Palazzo Nardi (XVII), Palazzo Alimena (XVI), Palazzo D’Alessandro (XVI), Palazzo Sacchini (XVI) ed altri sono espressione di una nuova condizione socio-economica oltre che di un nuovo linguaggio architettonico.
Tuttavia le condizioni del paese, nonostante l’attività culturale è disastrosa: le strade sono mal pavimentate,la fognatura, l’acqua potabile e l’illuminazione completamente assenti. Tra il 1890 ed il 1894 si avviano i lavori per la costruzione della fognatura e la distribuzione dell’acqua potabile; mentre bisognerà aspettare la fine della seconda guerra mondiale perché sia realizzata la rete distributiva per l’energia elettrica.
Negli ultimi anni il centro continua il suo sviluppo in due direzioni opposte la parte alta,lungo le quali lungo la quale è stata realizzata un’edilizia a carattere prettamente res
idenziale; la parte bassa, riguardante il nuovo polo dove trovano luogo le nuove strutture di servizio.



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